Non dare mai retta alla commessa premurosa della libreria che ti consiglia Enrich Bohl. La critica sociale del cattolicesimo tedesco anni 60 non fa per te!
"E' stato soppresso il balenottero che scambiava gli yacht per la mamma sperando di essere da loro allattato"
E ora chiudi il browser, concentrati su i tuoi problemi quotidiani e continua a fare finta che inquinamento e distruzione del pianeta non dipendono anche da te.
Seduta dietro la cassa della libreria en plein air di Piazza Vittorio, stringe la mug bollente e fissa il ripiano dei classici. Oscar Wilde affacciato su una copertina lucida le sorride. Lei ricambia.
Se da una parte ci fossero i buoni e dall'altra i cattivi, mi verrebbe da fare "Buuuuuh! Russi cattivi e violenti!". Ma visto che da un pezzo hanno riscritto la storia dei cowboy e degli indiani, io a questa favola degli americani e europei portatori di pace e democrazia, che si sdegnano per i riprovevoli comportamenti russi, non ci credo. E mi dispiace vedere che anche La Repubblica sposa il partito degli ipocriti con affermazioni tipo: i russi sono cattivoni "ci sono le immagine a provarlo, con i due carri armati che hanno forzato, accartocciando due auto, un posto di blocco della polizia georgiana a Igoeti". A te caro Caprile, inviato di Repubblica, Sherlock Holmes ti fa una pippa.
L’imprinting l’ho ricevuto a 18 mesi quando mi sono ustionato. Da allora m’è rimasto il dubbio, per non chiamarlo paura del mondo. Sull’altalena non volavo alto, fuori casa non mettevo il naso. Poi sono cresciuto ma il dubbio m’è rimasto, solo che ha cambiato faccia. Ho scelto di non scegliere. Perché se scelgo poi è irreversibile e magari cado e mi faccio male e ricominciano i guai. Scegliere è un po’ come lanciarsi più in su con l’altalena per vedere che c’è. Non scegliere invece è rimanere aggrappato alla riva. E chi se ne frega se gli altri ti dicono “dai tuffati!”. Tu non ti fidi mica e resti seduto a guardare gli altri che sguazzano: a volte gli va bene, a volte bevono un po’, ma alla fine stanno tutti lì. Ma in fondo quanti ce ne sono che vivono come te? Il problema è che meno agisci e più osservi. Più osservi e più ti incuriosisci. Che ci sarà oltre l’altalena? Che sapore ha il mare? Che rumore fa un pugno in faccia. E così mi sono buttato in mare. Ogni tanto ho ancora paura di affogare.
A lui non lo dirò mai perchè sennò si monta la testa, ma il mio amico è proprio una bella persona. Insomma ci discuti un pomeriggio, ti incazzi con lui su i massimi sistemi e alla fine ti chiama per dirti: "Oh sono sotto il tuo ufficio, ti posso offrire una birra?" (n.d.r in realtà ha detto un ghiacciolo ma il fatto è che parlare di queste amicizie maschili mi imbarazza, se poi ci aggiungevo il ghiacciolo sembrava proprio una roba alla Mapplethorpe).
L'ultimo sorso di Coca, l'ultima ciliegia, l'ultimo sfigato e il sorriso amaro nella vetrina. Voglia di te, di lei, di quella che svolazza nel suo vestitino estivo. Un figlio in arrivo, un amore a capanna che protegge dal bene e dal male...almeno dicono. E poi certi vuoti, la testa sempre lì: chi sono? Alzi il naso verso il cielo lucido, annusi la vita e ti rivedi in una polaroid con una copia di te in miniatura e tu che la fai volare alta alta fino alle nuvole.
Su cosa è fondato il potere di Google? Sul fatto che la ricerca è diventata per la mente delle persone ciò che la metropolitana è per i loro corpi. Il veicolo insostituibile per portare se stessi da una attività vitale all’altra. Leggere notizie, comprare viaggi o libri, comunicare con le persone e - scusate se è poco - lavorare. Tutto ciò si fa oggi con la ricerca che conferisce all’individuo il senso di un nuovo potere, proprio e personale, contrapposto alle tradizionali agenzie della conoscenza - dai giornali alla scuola.